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Tenin
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La città si trova nella mwlqDalmazia del nord, nella mwlgRegione di Sebenico e Tenin a circa 100 mwlwkm da mwmaSpalato.
Dal 1050 al 1828 fu sede della mwmgdiocesi di Tenin.
Contents
• Storia
• Società
• Località
• Note
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Storia
In seguito fu soggetta al Regno d'Ungheria e quindi, dal mwqa1522, ai mwqqturchi ottomani.
Fu conquistata dalla mwqwRepubblica di Venezia nel 1688 durante il dogado di mwraFrancesco Morosini detto "il Peloponnesiaco" (cosiddetto "mwrqmwrgAcquisto nuovo", ad eccezione della zona di mwrwStermizza, aggiunta solo con l'"mwsamwsqAcquisto Nuovissimo"), e cadde con tutta la Repubblica nel 1797.
Dopo un breve intermezzo napoleonico, fece quindi parte del mwswRegno di Dalmazia soggetto alla dinastia asburgica, fino alla fine della mwtaprima guerra mondiale.
Durante il periodo veneziano si erano insediate alcune famiglie venete per amministrare la città e la regione circostante. A Tenin, ancora nel 1869 140 capifamiglia su 195 chiedevano per i propri figli scuole in mwtglingua italiana: l'italiano era la lingua di amministrazione, e si ritiene che fosse ancora la lingua della cultura e del commercio, secondo una tradizione che in Dalmazia durava da più secoli. A Tenin nacquero inoltre alcuni esponenti della nobile famiglia Dudan. Nell'mwtwOttocento Tenin fu una della città dalmate che conservò più a lungo un podestà italiano (pur essendo rappresentante del Partito croato mwuaNarodna stranka): mwuqLovro/Lorenzo Monti, che difese fino al 1878 la piccola comunità locale di mwugDalmati Italiani ed il loro diritto ad avere scuole in mwuwlingua italiana.
Col mwvqpatto di Londra Tenin (con tutta la Dalmazia Settentrionale) fu promessa all'Italia, ma col trattato di pace solo Zara fu annessa all'Italia. Tenin entrò quindi nel mwvgRegno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi divenuto mwvwRegno di Jugoslavia.
Successivamente al crollo della mwwqJugoslavia nel corso della mwwgseconda guerra mondiale, il sindaco di Tenin Niko Novakovič, unitamente all'avvocato di mwwwObbrovazzo Boško Desnica, fecero pervenire alle autorità italiane una petizione firmata da oltre 100.000 cittadini serbi, nella quale si richiedeva l'annessione della Dalmazia interna al mwxaRegno d'Italia, preferendola al paventato inserimento in un nuovo stato nazionale croatocite-ref-6[6]: ma la sorte della città era già stata definita nei colloqui fra mwyqMussolini e mwygPavelić del 7 maggio a mwywMonfalcone: Tenin fece quindi parte dello mwzaStato Indipendente di Croazia, pur essendo all'interno della cosiddetta zona di demilitarizzazione, nella quale il governo di Zagabria non poteva attrezzare apprestamenti militari. Mussolini propose nell'estate 1942 di inglobarla nel Governatorato della Dalmazia, assieme alla zona costiera della Croazia di Pavelić, ma dovette desistere. In quegli stessi anni, ma soprattutto successivamente al crollo dell'Italia, la zona di Tenin divenne teatro di massacri di civili croati da parte dei cetnici di mwzwMomčilo Đujić e di civili serbi da parte degli mwaaUstascia croati.
Nella nuova mwagJugoslavia socialista, Tenin fu capoluogo di una zona della Croazia abitata in prevalenza da serbi, e nel periodo in cui le Repubbliche della Jugoslavia stessa iniziarono il proprio processo di indipendenza dichiarò la propria volontà di secedere dalla Croazia, divenendo capitale dell'autoproclamata Regione Autonoma Serba della Krajina (mwawSAO Krajina) fra la fine del 1990 e la fine del 1991, poi inglobata nella mwbaRepubblica Serba di Krajina, che durò fino al 4 agosto 1995.
Per timore di nuovi massacri da parte dei Serbi, come avvenuto durante la seconda guerra mondiale, la minoranza croata locale venne costretta alla fuga.
Dalle zone controllate dalla mwbwRepubblica Serba di Krajina le forze paramilitari serbe - appoggiate da reparti dell'mwcaArmata Popolare Jugoslava e paramilitari serbi dalla mwcqSerbia e dalla mwcgBosnia ed Erzegovina - lanciarono i propri attacchi alle città della costa dalmata che bombardavano i villaggi a maggioranza serba.
In seguito all'operazione Tempesta (in mwdacroato mwdqOluja) del 1995, i croati rioccuparono la città. Una parte cospicua della popolazione serba venne espulsa e non mancarono le violenze contro i civili.
Attualmente a Tenin la maggioranza della popolazione è croata, mentre non è stato ancora adeguatamente risolto il problema del ritorno dei profughi serbi che non dispongono più delle loro abitazioni.
Società
Etnie e minoranze straniere
Il dipartimento di geografia dell'Università di Zara ha pubblicato i seguenti dati relativi alla popolazione della città di Tenin mweg
| Anno | Totale | Serbi | Croati | Italiani | Altri |
|---|---|---|---|---|---|
| 1880 | n.d. | 82,1% | 15,1% | 2,6% | 0,2% |
| 1890 | n.d. | 84,3% | 14,4% | 1,0% | 0,3% |
| 1900 | n.d. | 83,4% | 14,3% | 0,2% | 2,1% |
| 1910 | n.d. | 84,2% | 14,4% | 0,1% | 1,4% |
| 1948 | 2.242 | 84,7% | 14,6% | ----- | 0,7% |
| 1953 | 3.543 | 84,1% | 14,5% | ----- | 1,5% |
| 1961 | 5.116 | 82,1% | 15,3% | ----- | 2,6% |
| 1971 | 7.300 | 80,7% | 15,2% | ----- | 4,1% |
| 1981 | 10.933 | 72,8% | 11,3% | ----- | 15,9% |
| 1991 | 12.331 | 85,5% | 10,3% | ----- | 4,2% |
| 2001 | 11.128 | 20,8% | 76,5% | 0,01% | 2,7% |
| 2011 | 15.407 | 23,04% | 75,36% | 0,03% | 1,57% |
mw6amw6qNota: n.d. = dati non disponibili. Nel 1981 il grande aumento degli "altri" è dovuto all'impennata delle dichiarazioni di nazionalità "Jugoslava", frutto della pluridecennale campagna di creazione di un'uniformità etnica fra le varie componenti della Repubblica Federativa. Si noti la sostanziale scomparsa degli italiani: secondo l'ultimo censimento, sei abitanti di Tenin si dichiarano di nazionalità e di madrelingua italiana
La presenza autoctona di italiani
È presente una piccolissima comunità di italiani autoctoni che rappresentano una minoranza residuale di quelle popolazioni italofone che abitarono per secoli la penisola dell'mw7qIstria e le coste e le isole del mw7gQuarnaro e della mw7wDalmazia, territori che appartennero alla Repubblica di Venezia. Secondo i censimenti asburgici la minoranza italiana contava 124 abitanti nel 1880, 82 nel 1890 e 114 nel 1900cite-ref-7[7]. La presenza degli italiani a Tenin è drasticamente diminuita in seguito agli esodi che hanno seguito la mw9aprima e la mw9qseconda guerra mondiale.
Secondo il censimento ufficiale croato del mw9w2001, nel comune di Tenin abitano 15.190 abitanti, di cui il 77% sono mw-acroati; gli altri 23% appartengono a minoranze, nonostante che fino alla fine degli anni mw-qnovanta la grande maggioranza della popolazione fosse costituita da mw-gserbi. Presente anche una ridotta comunità italiana pari allo 0,03% della popolazione complessivacite-ref-8[8]cite-ref-9[9].
Geografia antropica
Località
La città di Tenin è suddivisa in 13 frazioni (mwaqynaselja)cite-ref-10[10], di seguito elencati. Tra parentesi il nome in lingua italiana, a volte desueto.
• Golubić (mwaq0Gollubich o mwaq4Villa dei Colombi)
• Knin (mwaraTenin o mwareCaninacite-ref-11[11]), sede comunale
• Ljubač (mwassGliubazcite-ref-autogenerato2-13-2[13])
• Očestovo (mwateOcestovo o mwatiChiesto o mwatmOchiestovo)
• Plavno (mwatuPlaunocite-ref-14[14])
• Potkonje (mwatsPodcognecite-ref-autogenerato1-15-0[15])
• Radljevac (mwausRadiglievazcite-ref-autogenerato1-15-1[15])
• Žagrović (mwawyZagrovich o mwawcGuardiavecchia)
Note
cite-note-11. ↑ Dario Alberi, mwaw4Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 792-807.
cite-note-22. ↑ Cfr. "Tenin" sul sito dell'mwaxiEnte del turismo della Regione di Sebenico e Tenin mwaxmArchiviatomwaxq il 4 dicembre 2014 in mwaxuInternet Archivemwaxy..
cite-note-33. ↑ Andrea Bonifacio, mwaxsIstria e Dalmazia, Terra Ferma, Crocetta del Montello (TV), 2013, pp. 176-179.
cite-note-44. ↑ Cfr. in Alberto Becherelli, mwax8mwayaItalia e Stato Indipendente Croato (1941-1943). Nuova Cultura, 2012.
cite-note-55. ↑ Cfr. in Gianni Oliva mwayqmwayuEsuli. Dalle foibe ai campi profughi: la tragedia degli italiani di Istria, Fiume, Dalmazia. Milano, Mondadori, 2011.
cite-note-77. ↑ mwazemwazimwazmEmeroteca - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. sito=digitale.bnc.roma.sbn.it, su mwazqdigitale.bnc.roma.sbn.it. mwazuURL consultato il 22 febbraio 2025.
cite-note-88. ↑ mwazkmwazomwazsCentral Bureau of Statistics, su mwazwdzs.hr. mwaz0URL consultato il 25 agosto 2018 mwaz4(archiviato dall'mwaz8url originale il 18 maggio 2021).
cite-note-99. ↑ mwaammwaaqmwaauDa Spalato a Ragusa censiti 349 italiani più 705 “dalmati”, su mwaayIlpiccolo.it. mwaacURL consultato il 10 novembre 2018.
cite-note-1010. ↑ mwaasmwaawmwaa0Frazioni della Regione di Sebenico e Tenin, su mwaa4narodne-novine.nn.hr.
cite-note-1111. ↑ Benjamin Arbel, mwabiA Companion to Venetian History, 1400-1797, edited by Eric R. Dursteler, [2013] pp. 132-136.
cite-note-autogenerato2-1313. ↑ mwademwadibooks.google.it, mwadmhttp://books.google.it/books?id=gR8rAQAAMAAJ&pg=PA308&lpg=PA308&dq=braschina&source=bl&ots=b3E-f-5Zmu&sig=mvreJysFTjF2dg0lJOPoHYUoJXc&hl=it&sa=X&ei=XOhNUK3qGKSg4gTMu4GADQ&ved=0CDMQ6AEwAQ#v=onepage&q=covacich&f=falsemwadq Titolo mancante per url mwaduurl (aiuto).
cite-note-1414. ↑ Dario Alberi, mwadsDalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 813.
cite-note-autogenerato1-1515. ↑ mwaemmwaeqbooks.google.it, mwaeuhttp://books.google.it/books?id=gR8rAQAAMAAJ&pg=PA308&lpg=PA308&dq=braschina&source=bl&ots=b3E-f-5Zmu&sig=mvreJysFTjF2dg0lJOPoHYUoJXc&hl=it&sa=X&ei=XOhNUK3qGKSg4gTMu4GADQ&ved=0CDMQ6AEwAQ#v=onepage&q=podcogne&f=falsemwaey Titolo mancante per url mwaecurl (aiuto).
cite-note-1616. ↑ mwae0mwae4books.google.it, mwae8http://books.google.it/books?id=gR8rAQAAMAAJ&pg=PA308&lpg=PA308&dq=braschina&source=bl&ots=b3E-f-5Zmu&sig=mvreJysFTjF2dg0lJOPoHYUoJXc&hl=it&sa=X&ei=XOhNUK3qGKSg4gTMu4GADQ&ved=0CDMQ6AEwAQ#v=onepage&q=polazza&f=falsemwafa Titolo mancante per url mwafeurl (aiuto).
cite-note-1717. ↑ Dario Alberi, mwafcDalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 812-813.
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Voci correlate
• mwaguFerrovia della Lika
• mwagcFerrovia dell'Una
• mwagkFerrovia Tenin-Zara
• mwagsFerrovia Dalmata
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